06 May
06May

Message: Vorrei affrontare l'argomento di come stimolare la comunicazione al lavoro. 

La comunicazione è un processo dinamico e circolare, in cui si rendono necessari condivisioni ambivalenti di codici astratti e segnali non verbali.

Esiste una branca della psicologia, denominata psicologia del lavoro e delle organizzazioni, che studia appunto le dinamiche delle risorse umane sull'ambito lavorativo. Tra i temi vertice di questa specializzazione, vi sono la motivazione sul lavoro, la leadership, le culture organizzative, lo stress psicosociale e il mobbing. 

A questo proposito, ritengo valido consigliare la lettura "Mobbing. Quando il lavoro ci fa soffrire.", di Dina Guglielmi.

Per quanto riguarda la comunicazione sul lavoro, essa, o l'assenza di essa, possono essere causa di stress psicosociale, di team poco coesi, ma anche di mancanza di motivazione, alessitimia e tanti altri disturbi che rientrano nei rischi psicologici dell'attività lavorativa.

Si tratta di un argomento eccezionalmente vasto e pregnante, per il quale è difficile spendere solamente poche righe su di un blog. Cercando di esemplificare quanto più possibile il tema, proverò a darvi alcuni strumenti utili per migliorarne e stimolarne l'attività.

Ecco alcuni modi di riconoscere una comunicazione assente o nociva a lavoro.

> 1. Come è organizzata la comunicazione? 

Se la comunicazione è a rete, allora ogni persona in un gruppo è un punto di comunicazione. Ciò significa che l'interazione deve avere un'alta conducibilità, e non essendo guidata, ognuno è tenuto e responsabile della veicolazione dei messaggi. In questo caso, è difficile intervenire. La diversità peculiare di ogni ambiente di lavoro lascia un po' al caso la possibilità di dare una direzione migliore agli scambi comunicativi. Si potrebbe richiedere al datore di lavoro di dare spazio per aprire un dialogo sulle mancanze dialogiche e promuovere un'ideale di reciprocità più ampio. Esiste comunque la possibilità di richiedere, soprattutto in ambito statale, dei colloqui con uno psicologo. 

>>> prova a trovare degli interessi comuni con i tuoi colleghi

>>> create delle routine in cui vi trovate al di fuori dell'ambito lavorativo tutti insieme, per ricorrenze o giorni liberi per intensificare il rapporto

>>> se riscontri delle antipatie, o trovi difficoltà nell'interfacciarti con una persona ricorda: la professionalità ti spinge a mantenere un rapporto di sano equilibrio e di educazione, ma se ce ne fosse la possibilità, potresti sempre discuterne con il datore e cambiare team.

Se la comunicazione è centrata sul datore di lavoro o sull'amministrazione, è dunque possibile intervenire richiedendo dei colloqui diretti con le guide organizzative e stabilire un percorso per favorire un miglior interloquio. 

> 2. Nel tuo lavoro, esiste una leadership?

Non intendo il datore di lavoro, mi riferisco a qualcuno che viene identificato come modello da seguire, e che, anche se non è stato nominato, porta coercitivamente la comunicazione su un altro livello. 

Quel qualcuno, può essere di ispirazione al gruppo e coinvolgere più attivamente i lavoratori.

> 3. Che ruolo giocano le tue caratteristiche individuali a lavoro?

Per esempio, la tua timidezza ti ha mai impedito di esporre una tua idea? Oppure, la tua resilienza ti ha mai portato ad essere inabile di sviluppare un overcommitment? Sei una persona estroversa o introversa?

Le variabili personali hanno un ruolo fondamentale nella comunicazione, sia in ambito lavorativo che non. Se necessitiamo di parlare di più, di essere più attivi o di essere più capaci ad ascoltare, dobbiamo per prima cosa lavorare su noi stessi. Segui i consigli su survival hacks, e resta aggiornato sulle tematiche che affronterò.

> 4. Qual è la tua motivazione?

Cosa ti spinge ad alzarti per andare a lavorare?  Bisogno economico? La soddisfazione? Il riconoscimento in un ruolo o in uno status?

La motivazione ha due teorie per la psicologia: di contenuto e di processo. Per quanto riguardo quelle di contenuto, specificano cosa nella persona o nel suo ambiente attrae l’attenzione e causa il comportamento, per quelle di processo si riferiscono al modo in cui il comportamento è attivato, è scelto, mantenuto o cambiato. 

Una scarsa motivazione, poca cura da parte dell'organizzazione nel cercare di motivare i suoi dipendenti, portano inevitabilmente ad un disfacimento della vita organizzativa, e di tutte le sue caratteristiche quali la comunicazione, l'attività produttiva, il rendimento...


Spero l'articolo ti sia piaciuto, se sei incuriosito dall'argomento e vorresti saperne di più scrivimi sul format contatti.

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